[Pag. 1]Curiosità fisiologiche
IGIENE DEI PIACERI
SECONDO
LE ETÀ, I TEMPERAMENTI E LE STAGIONI
DI
A. DEBAY
RIDUZIONI DAL FRANCESE
DEL
D. Introzzi Gianpietro
GIOVANNI GNOCCHI
EDITORE MILANO
1886.
[Pag. 2]Bergamo—Stab. Tip. Frat. Bolis.
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La vita dell'uomo è un misto di piacerie di dolori. Queste due sensazioni delpari forti e diametralmente opposte si agitanonell'animo umano, lottano incessantementetra loro, e a vicenda si vincono, ma ben dirado si cancellano. L'uomo portato dalla suanatura ardente, vivace cerca sempre ed ovunqueil piacere, come lo stato nel quale eglimeglio può gustare la vita, usandone peròmoderatamente. E per piacere intendo accennarea qualunque aggradevole sensazione chefaccia presa sui nostri sensi. Così chiameròpiacere le ebbrezze voluttuose di amore, comele dolcezze del riposo. Le gradazioni del piacerepiù forte, più vivo a quello più debolesono innumerevoli. Ma tutti non escirannomai da questa grande classificazione, cioèpiaceri sensuali e piaceri morali. Inutile pureil dire che i generi sono infiniti.
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I piaceri fisici o sensuali, quantunque piùricercati, sono quelli che meno restano impressi,anzi cercano col cessare dell'eccitanteche li ha prodotti. I piaceri morali sono ipiù puri, sono quelli che giammai si cancellanodall'animo.
I diversi generi di piaceri però sono prodottida varie cause. Dalla condizione sociale,dal temperamento nervoso, dall'educazione,dai climi, dalle stagioni, dall'età, dal sesso,dallo stato di salute, ecc. Come ben si puòscorgere a priori un vecchio ottuagenario nonricercherà i piaceri vivaci e focosi della gioventù.Diversi saranno i piaceri che si ricercherannoin inverno ed in estate, in città edin campagna. Come pure diversi sono i piaceridell'amore da quelli della mensa; quellidella caccia da quelli del riposo, ecc.
Molto agisce sui piaceri anche il temperamento;infatti lo stesso piacere farà una piùviva impressione sul temperamento nervosoche sul linfatico.
La nostra vita è dunque un complesso dipiaceri e di dolori. L'indifferenza che tantidefiniscono uno stato intermedio fra il doloreed il piacere, raramente si scontra nella vita.
Il piacere può anche dirsi il possesso deibeni che si desiderano, il dolore la loro privazione.E siccome tutti nella loro vita desiderano,così tutti potranno andar soggettialla realizzazione di questi desiderii o allaloro privazione. E questa asserzione è puramentepratica. Non è forse un piacere il riposarsiquando si è stanchi? Il mangiare, ilbere quando si ha fame o sete? Anche l'amareed essere riamato dal nostro ide