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In Gondoleta
Barcarole e Rime Veneziane
Via Stella, Num. 9.
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Milano—Prem. Stab. Tip. dell'Editore CARLO ALIPRANDI—Via Stella, 9.
Eccoti, lettrice gentile, dei versi in dialetto veneziano, in queldialetto che, se sei veneziana, suona sulle tue labbra come unacarezzevole armonia, e che, anche se non sei veneziana, sa giungereall'orecchio tuo come una facile musica dolce.
Non ti voglio annoiare con una lunga prefazione: debbo però dirti chequesti versi sono stati composti dal 1893 al '95 e che sono inediti,eccetto poche poesie che uscirono insieme ad altre non comprese nelpresente volume, nei giornali dialettali di Venezia, sotto il miopseudonimo: RATAPLAN.
Così ho detto quanto sentivo il bisogno di dirti: leggi ora i mieiversi, lettrice buona e cortese. E se le mie barcarole, le miecanzonette, le mie vilote ti saranno piaciute, o lettrice, ringraziala mia Venezia, la cara città che le ha dettate al mio cuore, quando,a tarda sera, muto e raccolto passeggiavo lungo il Molo, sottol'argenteo fulgore lunare, di fronte all'isola di S. Giorgio,misteriosa nell'ombra, mentre nella pace notturna l'alito soave dellabrezza e l'onda quieta della laguna s'accordavano a una dolce armonia.
Venezia, 7 aprile 1895.
Per quanto riguarda l'ortografia adottata nel presente volumetto, devopremettere due parole. Come consigliò Attilio Sarfatti nella «nota»premessa alla prima edizione delle sue Rime Veneziane, anch'ioscrissi la consonante c davanti ad i, e, con la cédille, chedetermina il suono s: e tolsi l'h, che si soleva una volta metterefra la c e la i, la c e la e. Così çielo, çimitero,çità, dolçe, ecc., si leggeranno: sielo, simitero, sità,dolse, ecc.; invece di vechio, vechi, vechie, ochio, achico a chico, ecc., secondo la grafia antica, preferisco scriverevecio, veci, vecie, ocio, a cico a cico, ecc., le qualiparole, non avendo alcun segno, si leggeranno come sono scritte.
In quanto concerne il modo per indicare graficamente il suono palatinodella c che segue alla s, convengo con quanto scrisse il DottorUmberto Spanio nella «Avvertenza» anteposta ai versi Un toco de vitaveneziana, pubblicati sotto il pseudonimo: GRILO. Trascrivo le sueparole: «La difficoltà maggiore sta nel modo di indicare graficamenteil suono palatino del c che segue alla sibilante dentale. Il Boerioed altri proposero di rendere questo suono coll'aggiunta di un h edinsegnarono quindi di scrivere: rischiar, schioco, schiantar,ecc. Altri tentarono di in